LEETAH

NOTES



Linkami
Contattami
Blog Aggregator 3.3 - The Filter
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
FeedBurner
Free Pagerank Checker

fuffa aggregator 0.1
Wikio - Top dei blogs

Add to Technorati Favorites

Creative Commons License

venerdì, 20 novembre 2009
CONCORDATE?

Transessuale. Come riporta il dizionario, trattasi di sostantivo maschile e femminile, e fin qui la definizione mi pare si integri alla perfezione non solo con la grammatica ma con l'ontologia stessa del soggetto denominato.

Credo piuttosto che il vero problema sia stabilire in quali casi usare un genere e in quali l'altro, ma preferisco non addentrarmi in simili questioni. L'ho già abbandonato per tanto tempo, questo blog, ora non vorrei farlo bloccare dai filtri per minori.

Poi però apro il corriere.it (ora corretto) e trovo questo



Dunque: il corpo (maschile) del transessuale (maschile) Brenda, coinvolta (femminile) eccetera eccetera, è stata trovata carbonizzata (femminile).
Ora, non so come la pensate voi, ma per quel che mi riguarda la battaglia per la parità tra i generi sta un po' esagerando. Almeno quelli grammaticali, insomma, lasciateceli in pace.

Postato da: leetah a 11:35 | link | commenti | | linepod

sabato, 01 agosto 2009
YES, I DO.

E chissà quanti, domani, ce lo augureranno: di essere felici come il primo giorno.
Io no. Io vorrei che fossimo sempre felici come l'ultimo.
Come oggi, che se guardo indietro mi commuovo un po', per tutta la strada che abbiamo fatto.
Oggi che non ti guardo più la curiosità di scoprirti, ma con la gioia di conoscerti.
Oggi che so quante cose il nostro amore può affrontare.
Oggi che amo te, e non la persona che speravo che fossi.
Oggi che aspetto domani perché so che ogni giorno sarà migliore.

Postato da: leetah a 00:00 | link | commenti (6) | |

martedì, 28 aprile 2009
(MENTRE I VISAGISTI DELLE DIVE TENTANO QUALCHE MIRACOLO SU SUSAN BOYLE.)

A proposito di successi del passato. Qualche giorno fa ho visto in tv un vecchio concerto di Patti Smith, e immediatamente mi è diventato chiarissimo il concetto di “Video killed the radio star”.

Postato da: leetah a 10:01 | link | commenti (5) | | ipod, eyepod

lunedì, 20 aprile 2009
PROBLEMI DI FREQUENZA.

A casa Leetah & D, quando si ascolta la radio (esclusi i periodi di Rai Dire Gol e Rai Dire Sanremo), si ascolta Ram Power.
Su Ram Power c’è questa formula che contrappone “Un successo del momento” a “Un successo del passato”, che ci piace molto, anche se ancora non mi è chiara del tutto. Cioè: qual è il confine in cui il successo del momento diventa successo del passato? Esiste un limbo in cui il successo non è più del momento ma non ancora del passato e quindi la radio non lo trasmette? E quanto dura?

Ad ogni modo, l’idea è semplice e perfetta. Rimani sempre aggiornato sulle ultime uscite come se ascoltassi Radio DeeJay ma allo stesso tempo non ti dimentichi le vecchie canzoni del cuore, come se ascoltassi Radio Birichina o giù di lì.
Il pay off della radio, in questo senso, è chiarissimo: “Uno lo ricordi, uno lo vivi”.

Ah, ecco. A proposito, un piccolo appello a quelli di Ram Power: quando avrò finito di vivere l’ultima di Dolcenera, preferirei non ricordarla mai più, è possibile?

Postato da: leetah a 15:07 | link | commenti (5) | | ipod

giovedì, 26 marzo 2009
RARE, MEDIUM OR WELL DONE?

Quando ero piccola c’erano i Kellog’s.
Non i Kellog’s Coco Pops, i Kellog’s All Bran e i Kellog’s Special K, i Kellog’s e basta. Non eravamo abituati a porci domande del tipo “Ma se invece del mais ci mettessero il frumento?” o “Ma perché non ci mettono dentro anche dei frutti disidratati, però di un colore solo, così fanno pendant con la tovaglietta della colazione?”.

Ecco. Adesso invece c’è tutto un mondo che gira intorno ai cereali da colazione: un mondo di vitamine, ferro e calcio per i bambini e di cose-che-fanno-dimagrire (se affiancate dalla dieta Kate Moss e da una mezza maratona a intervalli bisettimanali) per le donne. Per gli uomini non c’è niente. I veri uomini non mangiano cereali da colazione, e se li mangiano, sono ancora i Kellog’s di vent’anni fa.
Pare che abbiano inventato tutto l’inventabile, per i cereali da colazione. E se non hanno inventato qualcosa (che ne so, cereali al salame, o cereali ai broccoli) probabilmente c’è una buona ragione, no? No.
Io che facendo la spesa ai discount mi cibo di Hellogs, di Fitless e di Poco Pops, mi sono ritrovata in casa una confezione di fiocchi di frumento troppo cotti. Troppo cotti per loro, in realtà, perché per me erano perfetti. Leggermente più scuri, più sottili, croccanti anche nel latte (sul serio, non come il tonno che si spezzava con un grissino o il sofficino che sorrideva, che hanno frustrato tutta la mia generazione). Alla Kellog’s una partita del genere l’avrebbero buttata, suppongo, o tuttalpiù l’avrebbero usata come mangime per il gallo (che poi, sarà parente del gallo di riso Gallo?). Io invece rivendico il mio diritto a scegliere il grado di cottura dei miei cereali come si fa per le bistecche al ristorante. Come le convinciamo, le multinazionali del fiocco di mais? La facciamo una ricerca di mercato da cui si evinca che abbiamo tutti le tovagliette marroni?

Postato da: leetah a 16:56 | link | commenti (5) | | lifepod

lunedì, 09 marzo 2009
INACTION MOVIE.

Titolo: Revolutionary road.

Sinossi: Kate Winslet - nickname settantamarlboro - e Leonardo Di Caprio decidono di prendere una nave per andare a vivere oltreoceano.
Gli spettatori trascorrono i seguenti 110 minuti incrociando le dita nella speranza che lo facciano presto e che finisca tutto come la volta precedente.

Postato da: leetah a 11:25 | link | commenti (4) | | eyepod

venerdì, 27 febbraio 2009
LUCA NON ERA GAY, POI HA VISTO UNA PUBBLICITÀ SU FACEBOOK.

Postato da: leetah a 11:51 | link | commenti (6) | | linepod

mercoledì, 18 febbraio 2009
PERCHÉ SANREMO È SANREMO?

Vuoti legislativi: capisco che non esista una legge che impedisce a Leali di andare ancora a Sanremo, ma un decreto che impedisca di usare la parola “scooter” nel ritornello lo vogliamo fare, per favore?

Un bacio all’acqua salata. Il mio gancio in mezzo al cielo.
Scusate, c’è stato un errore anagrafico al momento dell’iscrizione. Questo non è Marco Carta, è Baglioni dopo l’ultimo lifting.

Ma perché il gemellodiverso canta il ritornello col kazoo?
(no, non è un gioco di parole, giuro)

Luca era gay. Grillini ci tiene a far sapere che lo è ancora.
Katy Perry, non lo sa, ma nell’indecisione, dopo aver baciato una ragazza, bacia Laurenti.
Katy, era meglio se restavi gay.

Postato da: leetah a 10:16 | link | commenti (6) | | ipod, eyepod

mercoledì, 28 gennaio 2009
C’ERA UNA VOLTA UN CLIENTE SEDUTO SUL SOFÀ CHE DISSE AL PUBBLICITARIO: “RACCONTAMI UNA STORIA”. IL PUBBLICITARIO INCOMINC

Deformazione professionale: quando vedo certe pubblicità, non posso fare a meno di pensare a come possano essere nate.
Fiesta, per esempio. Che fino a qualche mese fa c’era il protagonista di turno che tutto-il-giorno-di-corsa-a-pranzo-un-panino-e-adesso-non-ci-vedo-più-dalla-fame.

Poi però dev’essere arrivato il giorno in cui il cliente ha chiamato l’agenzia e “Sì, ragazzi: tutto bello, la campagna funziona, la gente se la ricorda, però”.
Però.
“Però, ecco: pare che manchi un po’ di credibilità. La gente non ci si identifica, con i nostri protagonisti. Si sente troppo che è una pubblicità”.

“E adesso?”, dice il pubblicitario tirando una freccetta in direzione del bersaglio.
“Come facciamo a farla sembrare più vera?” dice l’altro pubblicitario arrotolando accuratamente una pallina di carta da lanciare all’account con l’involucro di plastica di una penna Bic.
“Dobbiamo presentare lunedì”, dice il primo pubblicitario piazzando il bersaglio alle spalle del collega per rendere il lancio più emozionante. “Io non c’ho mica voglia di lavorare, questo week end”, dice il secondo pubblicitario disponendo le palline di carta sulla propria scrivania a forma di logo della Nike.

Il risultato di questo brainstorming è su tutti i nostri schermi. In pratica, la protagonista della pubblicità della Fiesta dice: “La mia vita è come la pubblicità della Fiesta: tutto-il-giorno-di-corsa-a-pranzo-un-panino-e-adesso-non-ci-vedo-più-dalla-fame”.

“Grande!”, dice il primo pubblicitario attaccando una foto di Vicky Gitto sul bersaglio delle freccette.
“E se tra qualche mese ci dicono che non è abbastanza vero neanche questo?”, dice il secondo pubblicitario disegnando due tette con le palline di carta.
“Nessun problema”, dice il primo pubblicitario disegnando dei baffi sulla foto di Vicky Gitto con dei pennarelli Pantone, “prendiamo la tipa e le facciamo dire che la sua vita è uguale quella che dice che la sua vita è come la pubblicità della Fiesta”.

Postato da: leetah a 15:41 | link | commenti (10) | | eyepod

venerdì, 23 gennaio 2009
“WEEZIE!”, SI UDÌ NELLA STANZA OVALE.

E a proposito di presidenti americani e telefilm-dipendenza.
Sentendo ossessivamente le parole “il primo presidente di colore degli Stati Uniti”, in questi giorni, mi sono resa conto che io Jefferson me lo sono sempre immaginato nero.

Postato da: leetah a 14:35 | link | commenti (7) | | eyepod


PLAYLIST
>SERIALS

>Friends
(Marta Kauffman, David Crane)

>Desperate housewives
(Marc Cherry, Charles Pratt)

>Ally McBeal
(David E. Kelley)

>Six feet under
(Alan Ball)

>Quantum Leap
(Donald P. Bellisario)

>Dr House
(David Shore, Bryan Singer)

>Lost
(J. J. Abrams)

PLAYLIST
>FILMS

>La finestra sul cortile
(Alfred Hitchcock)

>Big fish
(Tim Burton)

>American Beauty
(Sam Mendes)

>La finestra di fronte
(Ferzan Ozpetek)

>Harry ti presento Sally
(Rob Reiner)

>Ritorno al futuro I, II e III
(Robert Zemeckis)

>Guida galattica per autostoppisti
(Garth Jennings)

>Shrek I e II
(Dreamworks)

>Kill Bill I
(Quentin Tarantino)

>Il favoloso mondo di Amélie
(Jean-Pierre Jeunet)

>Match Point
(Woody Allen)

PLAYLIST
>BOOKS

>Le correzioni
(Jonathan Franzen)

>Come diventare buoni
(Nick Hornby)

>Arrivederci piccole donne
(Marcela Serrano)

>Presagio triste
(Banana Yoshimoto)

>La variante di Luneburg
(Paolo Maurensig)

>La versione di Barney
(Mordecai Richler)

>Dolce come il cioccolato
(Laura Esquivel)

>Donna per caso
(Jonathan Coe)

>Guida galattica per gli autostoppisti
(Douglas Adams)

>Questa storia
(Alessandro Baricco)