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leetah in M’ESPLODE, NON M...
utente anonimo in M’ESPLODE, NON M...
Le iene, 12 maggio 2008.
Leetah, 21 maggio 2007.
(in questo momento mi sono appena alitata sulle unghie e me le sto strofinando sulla maglia, anche se non ho mai capito bene che cavolo di senso abbia. C’è forse un’equazione che ignoro tra prestigio sociale e lucidità delle unghie? Dite che se inizio ad andare dalla manicure mi si raddoppia lo stipendio?)
È nata Mya, la figlia di Alessia Mancini e Flavio Montrucchio.
Grande attesa per l’arrivo dei suoi futuri fratellini: Joi e Steel.
Per qualche motivo che ignoro (un attacco globale di maxpezzalismo, suppongo), da qualche tempo hanno ripreso a girare per la rete un paio di mail struggenti sulla nostra infanzia.
Ora, a parte il fatto che in quelle mail si commette il grave peccato di non nominare né il Jolly Invicta, né il dramma del Billy, unico succo in tetrabrick esistente all’epoca, e in soli due gusti ovvero arancia e tropical (e io detestavo sia l’arancia che il tropical), a parte questo, dicevo (e comunque io il termometro di mercurio lo uso ancora, ne ho rotto uno la settimana scorsa) (e poi davvero non esiste più Bim Bum Bam? Da quando?), possibile che nessuno abbia nominato il Commodore 64?
(Sì, caro Word: Commodore, non “commodoro”. Un po’ di rispetto per i tuoi progenitori, per favore.)
In ogni caso, io il Commodore ce l’avevo, ma non ne ho le prove. Ho invece le prove di un altro computer (ma mi sembra più corretto definirlo elaboratore) che ha segnato la mia infanzia, prove che in qualche modo sono giunte ai paparazzi più famosi della blogosfera.
Quindi, chi non mi ha mai visto in faccia ed è curioso di farlo si accomodi pure. La foto non è recentissima, lo ammetto, ma in fondo, in quei tre-quattro anni che sono passati, non sarò cambiata granché, no?

Lo sapete, credo, quanto sia allergica in genere ai complottismi, però stavolta è fin troppo palese. Siamo tutti d’accordo, vero? Mel B è morta e l’hanno sostituita con questa tizia qui.
Dal momento che di solito i rampolli delle grandi famiglie hanno appellativi di complessità direttamente proporzionale al numero di zeri del proprio patrimonio, quale sarà il secondo nome del piccolo Elkann? Atlantico, per un futuro di forza e vigore? Indiano, con un augurio di grandi profondità spirituali? Pacifico, con una speranza di notti tranquille (della tata, ovviamente)?
Io tifo per Mare. Magari John è un fan di Baricco.
Sulla copertina di Men’s Health campeggia “La dieta di Ronaldo”.
Ovvero: come diventare da obesi a semplicemente grassi seguendo peraltro un allenamento da atleta professionista.
Sul fronte femminile, invece, Nivea pubblicizza la propria crema anticellulite dicendo che è “la più scelta dalle donne italiane”.
E considerato il fatto che le donne italiane, mediamente, tendono più al modello Valeria Marini che a quello Kate Moss, be’, direi che quest’estate, quanto a prova costume, posso già dichiararmi pronta.
Anzi, quasi quasi esco volontaria il prossimo week end.
Sì, lo so che la tentazione è quella di fermare il video al trentacinquesimo secondo, quando la Gregoraci afferma risoluta: “Io dimostro di saper fare delle cose”, ma no, non è per questo che l’ho postato.
Quindi, quando avete finito di ridere per questa folgorante battuta, andate avanti fino al momento in cui la Perego difende la moralità della trasmissione e la professionalità del suo cast.
Sì, perché è a quel punto che ho cominciato a chiedermi perché la Perego abbia scelto di fare la conduttrice, anziché cimentarsi nella carriera forense. Esattamente alla seguente frase: “La signora Varone ha cominciato a lavorare perché amica di famiglia mia”.
E noi tutti malfidati che dubitavamo.
E poi c’è questa cosa dei cognomi.
Che già è da un paio d’anni che sto tentando di corrompere D. per il nome da dare a una figlia femmina che non avremo prima del 2011, ora si dovrà litigare pure per decidere il cognome.
I nuovi pargoli potranno infatti portarsi addosso la cattiva reputazione della madre, quella del padre o tutte e due al prezzo di una. Salvo poi trovarsi, quando si riprodurranno a loro volta, a dover scegliere quale dei due trasmettere.
Che è come dire “Vuoi più bene a papà o mamma?”, solo che te lo senti chiedere a 30 anni, quando ormai quella fase credevi di averla scampata.
Certo, sarebbe più divertente se uno i cognomi potesse trasmetterli tutti e due. Cioè: mettiamo che Gino Brambilla decida di generare insieme a Luisella Esposito.
Poi la loro creatura, Gianluigi Brambilla Esposito, sposa Mariaeleonora Rossi Bianchi.
A quel punto il nipotino di Gino Brambilla, Gino (in onore del nonno e soprattutto perché non voglio inventarmi millemila nomi in un solo post) Brambilla Esposito Rossi Bianchi, si accoppia con Luisella Sarti Barbieri Mari Monti.
In poche generazioni si risolleverebbero le sorti di tutta l’industria della carta per documenti e dell’inchiostro per firmare.
E poi ci sono quei paesini in cui alla lontana sono tutti parenti tra di loro. Là potrebbero nascere dei tornei clandestini di poker tra i genitori: “È nata Marisa Conti Conti Romano Romano! Doppia coppia!” “Rilancio. La prossima settimana divento papà. Luigi Conti Conti Russo Russo Russo. È full”. Finché arriva il tipo un po’ incestuoso che li frega tutti: “Poker: Bruno Bruno Bruno Bruno. E vale doppio perché fa Bruno anche di nome”.
Si può arrivare ad avere intere frasi di senso compiuto. Immaginatevi, che ne so, la povera nipote di Giuseppe Dalla, Angela Via (sì che esiste, il cognome Via. Controllatelo, se non ci credete), Domenico Perla e Antonietta Strada.
Ci puoi costruire delle storielle che Felice Mastronzo era un dilettante.
Dopo la pornoprof delle medie, ecco prontamente giungere agli onori della cronaca il secondo grande sogno erotico italiano: la pornoinfermiera (peraltro foriera di dolci ricordi adolescenziali di serate piovose passate davanti a Telefriuli per l’Eva Orlowski Show).
Ora che i luoghi comuni dell’immaginario maschile si sono esauriti, però, lancerei una petizione al ministero per le pari opportunità: a questo punto esigiamo che Rocco Siffredi venga assunto, a sua scelta, come vigile del fuoco o maestro di sci.
Ora sono più tranquilla.
Se un giorno diventerò famosa, non dovrò più preoccuparmi di quella faccenda delle dita nel naso.
Mi basterà avere ottomila euro a portata di mano.
>Friends
(Marta Kauffman, David Crane)
>Desperate housewives
(Marc Cherry, Charles Pratt)
>Ally McBeal
(David E. Kelley)
>Quantum Leap
(Donald P. Bellisario)
>Dr House
(David Shore, Bryan Singer)
>Lost
(J. J. Abrams)
>La finestra sul cortile
(Alfred Hitchcock)
>Big fish
(Tim Burton)
>American Beauty
(Sam Mendes)
>La finestra di fronte
(Ferzan Ozpetek)
>Harry ti presento Sally
(Rob Reiner)
>Ritorno al futuro I, II e III
(Robert Zemeckis)
>Guida galattica per autostoppisti
(Garth Jennings)
>Shrek I e II
(Dreamworks)
>Kill Bill I
(Quentin Tarantino)
>Il favoloso mondo di Amélie
(Jean-Pierre Jeunet)
>Match Point
(Woody Allen)
>Le correzioni
(Jonathan Franzen)
>Come diventare buoni
(Nick Hornby)
>Arrivederci piccole donne
(Marcela Serrano)
>Presagio triste
(Banana Yoshimoto)
>La variante di Luneburg
(Paolo Maurensig)
>La versione di Barney
(Mordecai Richler)
>Dolce come il cioccolato
(Laura Esquivel)
>Donna per caso
(Jonathan Coe)
>Guida galattica per gli autostoppisti
(Douglas Adams)
>Questa storia
(Alessandro Baricco)